Quando la partnership è vincente: collaborazioni che lasciano il segno

“Du gusti is megl’ che one”, si diceva in una celebre pubblicità del Maxibon Motta degli anni ’90. I tempi (e anche le pubblicità!) da allora sono decisamente cambiati, ma il messaggio alla base rimane attuale: le partnership funzionano e lasciano il segno, aiutando a far conoscere entrambi i brand coinvolti e appassionando gli utenti.

Basta aprire un social network qualsiasi per rendersi conto di come i testimonial siano alla base della maggior parte delle campagne pubblicitarie, in tutti i campi e per tutti i tipi di prodotto. Quando poi la partnership avviene tra due brand apparentemente lontani, ma che riescono a giocare su affinità e differenze, il gioco è fatto e la collaborazione vincente è servita. È ciò che è successo nei due casi che stiamo per presentarvi.

Una catena alberghiera, un gruppo di talentuosi youtuber, un portale di affitto di appartamenti e camere e un celeberrimo pittore olandese: ingredienti eterogenei che han dato il via a due geniali trovate pubblicitarie. Vediamole insieme!

Finale a sorpresa: The Jackal e Best Western

I The Jackal, brillante gruppo di youtuber con oltre 700.000 visualizzazioni, nel 2018 collaborano con la celebre catena alberghiera Best Western, comparendo in un video YouTube che dà voce a una domanda pensata dagli spettatori di tutto il mondo: cosa succederebbe se nei film facessero le scelte giuste?

Se Rose si rendesse conto che basta fare un po’ di posto a Jack per salvarlo nella tragedia del Titanic, se gli incoscienti possessori della cassetta di The Ring si rifiutassero semplicemente di guardarla, ma soprattutto… se i protagonisti dei film horror optassero per soluzioni più accoglienti della vecchia e lugubre casa abbandonata nel bosco, affidandosi a strutture ricettive confortevoli come i Best Western?

Forse i film finirebbero molto prima, ma il video in questione funziona di certo molto bene: con sapiente ironia, il filmato intrattiene lo spettatore e nel frattempo elenca i servizi offerti da Best Western. Infine, invita gli utenti a partecipare al “gioco” con una call-to-action (“Raccontaci la scelta giusta che poteva cambiare tutto”), favorendo l’interazione e la condivisione del video stesso.

Dormire in un’opera d’arte: Art Institute of Chicago e Airbnb

Rimaniamo nell’ambito delle strutture ricettive e delle arti visive, per raccontare di un progetto del 2016 che ha avuto grande risonanza e ha fatto sognare migliaia di appassionati.

In occasione della mostra Van Gogh’s Bedrooms, nella quale erano raccolte 36 opere del pittore olandese, l’Art Institute of Chicago ha realizzato, in collaborazione con Airbnb, una stanza affittabile per pochi dollari, andata sold out per un mese nel giro di 5 minuti. Come mai questo successo? La stanza è l’esatta riproduzione (vedere per credere!) della stanza da letto dipinta da Vincent Van Gogh nell’opera La camera di Vincent ad Arles (1888). La stanza si trova, appunto, a Chicago ed è affittata dall’host Vincent, che chiede un contributo di 10 dollari “per comprarsi la pittura di cui ha bisogno”.

La sensazione unica di dormire in un dipinto a basso costo ha sancito il successo dell’iniziativa, con un guadagno del quasi 950%, grazie all’ampia condivisione dei media di tutto il mondo della notizia. Anche in questo caso, come nel precedente, l’invito a condividere su web e social la propria esperienza all’interno dell’ambitissima stanza ha fortemente contribuito a pubblicizzare anche la mostra relativa: obiettivo largamente raggiunto!

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